BUENOS AIRES: SECONDA SETTIMANA NELLA CAPITALE

In questo post scoprirai ciò che è stata la seconda settimana trascorsa a Buenos Aires. Voglio guidarti tra le zone più rilassanti e tranquille della città.

Dopo una prima settimana nella capitale a dir poco sfrenata, tra milonghe notturne e lunghe camminate turistiche, la seconda settimana abbiamo scelto una vita più tranquilla. Abbiamo esplorato alcuni nuovi luoghi e siamo tornati in quelli che più ci erano piaciuti dall’inizio del soggiorno.

In alcune giornate è stato veramente freddo a causa dell’aria tagliente, ma il tutto era ripagato da un cielo splendidamente limpido e azzurro.

Il Giardino Giapponese è stato il luogo più rilassante nella città che abbia visitato. Si trova tra Av. Casares & Av Figueroa Alcortalungo, nei pressi dell’Avenida del Libertador e l’ingresso costa 50 pesos. Apre tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Qui regna l’ordine, la pulizia e il silenzio; appena ci entri ti ritrovi in una piccola oasi, lontano dal traffico e dalle voci della strada. L’occhio è rapito dal verde della vegetazione e dai cespugli colmi di fiori dai colori caldi. Con un po’ di fantasia ti sembrerà di essere in un angolo del Giappone, tra pagode, ponticelli sullo stagno, carpe colorate e alberi piccoli.DSC_0409 (1024x683)

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La sosta al vivaio è stata molto piacevole. Ci sono una serie di bonsai di ogni forma e tantissime altre piante
acquistabili. Vi è anche un centro culturale, un ristorante e un negozio di souvenir.

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Non ho potuto fare a meno di rimanere fino al tramonto, osservando il sole scendere dietro agli alberi.

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Vi ho già parlato del post precedente della gita fuori città a Tigre, credo che l’ideale sia andarci in primavera inoltrata. E’ stato molto bello navigare nel delta tra canali e isolotti, fino a scorgere da lontano Puerto Madero, uno dei quartieri di Buenos Aires.

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Siamo tornati ad ammirare la Floralis Generica al tramonto, quell’opera d’arte imponente nel quartiere Recoleta. Durante la settimana non c’è tutta quella gente che solitamente si trova la domenica. C’era un atmosfera mistica e i petali del fiore perdevano via via la luce metallica, per riflettere quella più calda del sole al tramonto.

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Ci avevano consigliato di visitare il cimitero della Recoleta. Suona un po’ strana la fama di un cimitero, ma superata la titubanza abbiamo deciso di addentrarci. L’ingresso è imponente e si accede attraverso una porta sostenuta da alte colonne doriche. E’ da considerarsi un’opera d’arte tutto il complesso, proprio come pensereste di una chiesa o di un palazzo antico. E’ ricco di statue di marmo, sarcofagi scolpiti da illustri scultori, mausolei sede delle spoglie di illustri personaggi della storia dell’Argentina. Una delle tombe più famose è proprio quella della famiglia Duarte, di Evita Peron.

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Venerdì scorso avevamo programmato la giornata a tavolino, della serie andiamo a piedi da Palermo-Las Cañitas fino all’aeroporto e poi oltre fino al Rio de la Plata. Non poca strada direi, calcolando gli enormi spazi e le distanze.

Fatto nulla di tutto questo. C’era un vento freddo terribile, che ti tagliava la pelle della viso.

Ci siamo incamminati all’ora di pranzo sull’Avenida de Libertador e poco dopo abbiamo costeggiato i campi da polo e l’Ippodromo Argentino di Palermo. Siamo entrati in quest’ultimo, incuriositi dall’aspetto elegante e dell’ingresso decisamente maestoso. Abbiamo scoperto che si può entrare gratuitamente nella parte delle gradinate bianche. Dopo qualche minuto c’è stata una corsa di cavalli. Io li adoro e non avevo mai visto una gara dal vivo. Ne ho approfittato per scattare delle foto.

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Successivamente, sbagliando qualche strada, siamo arrivati al Planetario Galileo Galilei. Con 50 pesos abbiamo assistito ad uno spettacolo molto interessante riguardo le stelle più importanti del cielo di Buenos Aires e la tecnologia che è stata creata per essere utilizzata nello spazio e che ora viene adoperata per migliorare la nostra vita quotidiana. Linguaggio semplice e scandito, quindi facile da comprendere anche per una italiana che non conosce bene la lingua spagnola.

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La sera non abbiamo potuto abbandonare le milonghe della capitale e siamo tornati al Salon Canning alla milonga Parakultural (quartiere Palermo, Av. Scalabrini Ortiz). Il salone è molto elegante e offre sempre esibizioni di ballerini o performance di musicisti e cantanti. In particolare la sera del martedì è stata speciale, poichè c’era l’orchestra dal vivo Sexteto Visceral, che ha animato la pista. Sentire in Tango dal vivo è un’esperienza rara e da pelle d’oca, così come scoprire di avere Noelia Hurtado come compagna di pista.

Ci siamo fatti consigliare da uno dei nostri maestri di tango e il sabato sera siamo stati alla milonga Malena al Sunderland Club (quartiere Villa Urquiza), una palestra adibita a pista da ballo, con i soliti tavolini tutti intorno. E’ una delle più vecchie milonghe della capitale, iniziata negli anni ’40. Il suo aspetto è decisamente più familiare, la tipica milonga di quartiere, con tanto di bambini presenti. Anche qui si fanno incontri particolari come Carlos Pérez, maestro storico di Tango.

La nostra permanenza a Buenos Aires si è conclusa domenica, prendendo il bus 57 diretti a Del Viso-Pilar.

Los Viajeros sono tornati, per trascorrere in famiglia l’ultima settimana di questo incredibile viaggio.

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TIGRE E DELTA: LA VENEZIA SUDAMERICANA

Dopo numerose giornate a correre di qua e di là per la metropoli, ci siamo dedicati una giornata di relax. Una visita a Tigre è quello che ci voleva, per fuggire alle interminabili code di attesa alle fermate degli autobus e alla confusione della metro.

Tigre è una cittadina della Gran Buenos Aires ed è raggiungibile dalla stazione di Retiro in un’ora, spendendo poco. Le opzioni per viaggiare sono due: il treno di linea e il treno della costa.

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Questa cittadina è speciale perchè sorge sul Delta del rio Paranà, per cui si sviluppa su diverse isole alternate dai canali e contornate da una vegetazione folta. E’ detta la Venezia sudamericana, perchè per certi aspetti ricorda la laguna veneziana. Difficile trovare una città come Venezia, per cui prendete con le pinze la similitudine.

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L’aria di fine inverno è pungente, ma il sole riscalda piacevolmente le passeggiate.

Per addentrarci maggiormente nella realtà del delta abbiamo optato per una escursione in barca. Ci sono diverse soluzioni proposte dalle agenzie turistiche; io e Hec abbiamo scelto di navigare per un’ora e mezza, pagando 150 pesos per ciascuno. L’alternativa è di utilizzare il mezzo dei locali, la lancia, magari una privata che vi permette di fermarvi dove desiderate.

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Durante l’escursione si ha la possibilità di ammirare la folta vegetazione e le diverse abitazioni; dalle case più umili, alcune delle quali palafitte, alle ville più lussuose, tutte con il loro pontile.

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Se avete intenzione di fare shopping o semplicemente curiosare c’è il Puerto de Frutos, un grande spazio adibito a mercato.

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Troverete delle casette che vendono oggetti tipici come mate, prodotti in cuoio, strumenti vari per cuocere la carne, oggetti d’arredamento in stile Zen o più rustico o d’antiquariato, saponi, amache, borse colorate e molto altro ancora.

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Altro particolare è la lavorazione del vimini, per cui troverete ceste, sedie, tavolini di ogni forma e dimensione.

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Per quanto riguarda il cibo c’è l’imbarazzo della scelta tra bar, ristoranti e baracchini, dove scegliere un panqueque (specie di crepe) oppure qualche panino tipico argentino.

A Tigre c’è il parco divertimenti Parque de la Costa con numerose attrazioni. Essendo una meta turistica la cittadina propone inoltre diverse attività legate agli sport acquatici: canottaggio, sci d’acqua, kitesurfing.

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La nostre cinque ore di relax hanno dato i loro frutti e siamo rientrati a Buenos Aires con energia recuperata.

 

 

ALLA SCOPERTA DI BUENOS AIRES

Eccomi tornata!!

La prima settimana a Buenos Aires è stata decisamente intensa e divertente: di giorno turista, fotografa e osservatrice, di notte ballerina di Tango.

Buenos Aires è una delle metropoli sudamericane più grandi, sede di uno dei maggiori porti mondiali, città viva, coinvolgente e cosmopolita. Hai la sensazione di essere a casa proprio per alcuni scorci dall’aspetto europeo e perchè, ovunque tu vada, c’è qualcuno che rivendica le sue origini italiane. Il clima politico non è dei migliori e qua e là ci si accorge che ci sono delle problematiche a livello sociale. Non è una città da poter girare in due o tre giorni, proprio per le sue grandi dimensioni. La mia fortuna è di soggiornarci per due settimane, quel che serve per poter vedere i quartieri principali e viverla di notte.

Le mattine iniziano con una colazione importante, alle volte con la famosa medialuna (croissant dolce) e caffè con leche (latte). Le temperature si sono abbassate rispetto alla scorsa settimana, giusto per ricordarmi che qui è ancora inverno.

Ci si sposta facilmente con la subte (metro), i collectivos (autobus) in servizio 24 ore su 24 e i taxi a volontà (con tariffe veramente buone). I bus corrono a più non posso e inchiodano alle fermate. Devi essere pronto a salire e reggerti forte, perchè molto probabilmente il conducente ripartirà lasciando la porta ancora aperta alle tue spalle.

Il cibo è una costante, molto spesso ci sono venditori di panini lungo la strada. E’ possibile mangiare empanadas, pancho (hotdog), choripan (panino con salsiccia), hamburguesa (panino con hamburger) e tanti altri.

Elenco alcune delle zone più belle dove sono stata:

  • Centro Porteño: una buona sintesi della città, dove si trovano molti edifici storici. La Avenida de Mayo connette il Palazzo del Congresso della Nazione Argentina, dove svolgono le funzioni la Camera dei deputati e il Senato, e Plaza de Mayo. Di fronte al Palazzo del Congresso si può vedere anche la Confitería El Molino, una antica caffetteria fondata nel 1916, esempio di Art Nouveau, purtroppo chiusa nel 1997.
Congreso Nacional Argentino
Congreso Nacional Argentino
Confitería El Molino
Confitería El Molino

Lungo l’Av. de Mayo si trovano alcuni dei caffè storici, tra i quali il Cafè Tortoni (fondato nel 1858).

Plaza de Mayo è caratterizzata dallo storico Cabildo (la Torre di Guardia), la Casa Rosada (la Residenza del Governo) e la Cattedrale. Plaza de Mayo è stata creata nel 1580 come prima piazza centrale della città, intitolata alla rivoluzione di maggio del 1810, da cui prese il via il movimento verso l’indipendenza dalla Spagna.

Dietro la Casa Rosada si può visitare gratuitamente il Museo del Bicentenario, che spiega la storia dell’Argentina. Vale la pena di passarci del tempo, per calarsi ancor di più nel contesto storico-politico della città.

Casa Rosada
Casa Rosada
Museo del Bicentenario
Museo del Bicentenario

Assolutamente da percorrere Calle Corrientes piena di negozi e Calle Florida fino a Plaza San Martin.

  • Avenida 9 de Julio: una delle strade più ampie al mondo, dove si trovano l’obelisco alto 65 metri, che ricorda il quattrocentesimo anniversario della fondazione della città e il Teatro Colòn, uno dei teatri più famosi al mondo.
Avenida 9 de Julio
Avenida 9 de Julio
Teatro Colón
Teatro Colón
  • Puerto Madero: barrio (quartiere) della città dove si trova il porto. I monumenti principali da visitare sono il Puente de la Mujer dell’arch. Santiago Calatrava, la Fragata Sarmiento, la Corbeta Uruguay. Personalmente ho visitato quest’ultima. La corvetta, costruita in Inghilterra, è l’imbarcazione più antica dell’Armada Argentina, essendo entrata in servizio oltre 130 anni fa, nel 1874.
Puerto Madero - Puente de La Mujer
Puerto Madero – Puente de La Mujer
La corvetta ARA Uruguay
La corvetta ARA Uruguay
Interno della corvetta ARA Uruguay
Interno della corvetta ARA Uruguay
  • Palermo quartiere residenziale molto grande, ricco di ristoranti, locali e negozi trendy, suddiviso in varie zone: Soho, Hollywood, Las Cañitas, Alto Palermo e Villa Freud, Palermo Viejo, Palermo Chico e Barrio Parque. Passare delle ore rilassanti a passeggiare tra i boschi di Palermo, il giardino Botanico e il Giardino Giapponese sono un must, specialmente nelle giornate di sole.
Boschi di Palermo
Boschi di Palermo
Giardino delle Rose
Giardino delle Rose

Giardino giapponese
Giardino giapponese
  • Recoleta quartiere residenziale, di grande interesse storico e architettonico, ricco di attività ricreative e culturali.  Quì si trova il Centro Culturale della città, il Museo delle Belle Arti, la chiesa Nostra Signora di Pilar. Da visitare il Cimitero della Recoleta, considerato un museo a cielo aperto, la Floralis Generica opera molto originale della città, disegnata e finanziata dall’architetto Eduardo Catalano nel 2002. Ogni mattina alle 8 la Floralis Genérica apre i suoi enormi petali metallici per poi richiuderli al tramonto. Il fine settimana a Recoleta c’è uno splendido mercatino, con tante bancarelle di prodotti artigianali.
Floralis Generica
Floralis Generica
Mercatino a Recoleta
Mercatino a Recoleta
  • La Boca: quartiere situato all’imboccatura della confluenza del Riachuelo con il Rio de la Plata, molto pittoresco, nato dai sogni dei marinai genovesi. Nel 1882 gli abitanti della Boca si autoproclamarono Repùblica de la Boca, issando la barriera di Genova. Il Caminito è una via molto turistica resa particolare dalle case colorate, i ristoranti tipici, gli spettacoli di tango e i negozi. E’ consigliabile rimanere entro i percorsi più turistici, per non rischiare spiacevoli incontri.
La Boca, il Caminito
La Boca, il Caminito
Pranzo a La Boca con ballerini di Tango
Pranzo a La Boca con ballerini di Tango
  • Tango e Milonghe: dal pomeriggio tardo fino a notte fonda tutti i giorni è possibile prendere lezioni e ballare il Tango argentino. A volte è difficile scegliere dove andare, così capita che se alle 2 finisce una milonga ci si sposta a quella che finisce alle 4 della mattina. Questo è un mondo parallelo, nascosto e a volte misterioso, difficile raccontarlo in poche parole. Ci sono diversi locali che propongono spettacoli di Tango per i turisti. Consiglio vivamente, anche se non si balla, di passare una serata ad una milonga vera, dove seduti al tavolo è possibile guardare la gente ballare e, se si ha fortuna, di sentire un’orchestra dal vivo. Il Tango è un ballo improvvisato, un modo diverso di incontrare le persone provenienti da diversi paesi del mondo.